26.08.11 La «Quinta Svizzera»: un elettorato importante per le elezioni federali

 


Comunicato stampa

Venerdì scorso, ben 78 membri del Consiglio degli Svizzeri all'estero (CSE) si sono riuniti nel Palazzo dei Congressi di Lugano per l'annuale sessione estiva. A due mesi dalle elezioni federali, l'ex Consigliere nazionale nonché Presidente in carica del CSE, Jacques-Simon Eggly, ha evidenziato l'importanza politica della nostra diaspora. Intitolato «La democrazia diretta nel contesto internazionale», l'89o Congresso si pone come obiettivo l'elaborazione di un sistema che permetta ai cittadini di intervenire in modo diretto nelle decisioni e negli affari dello Stato. Proprio in anno elettorale, è importante ricordare che ben 135.000 dei 700.000 Svizzeri residenti all'estero sono iscritti nei cataloghi elettorali per esercitare i propri diritti politici. Essi costituiscono il 2,5% dell'intero corpo elettorale svizzero e, a titolo di paragone, equivalgono al numero di votanti presenti nei Grigioni. Il loro peso politico, economico e umano, fondamentale per il nostro Paese, deve poter godere di un maggiore riconoscimento ed essere tutelato da parte delle autorità svizzere. Questo, in sostanza, è quanto ha dichiarato il Presidente Eggly. In quest'ottica, la rapida introduzione dell'e-voting in tutti i Cantoni svizzeri e l'emanazione di una legge specifica sugli Svizzeri all'estero diventano i presupposti essenziali al fine di rendere tutto questo possibile. I membri del CSE hanno discusso a lungo sull'emanazione di tale legge e l'adozione di una risoluzione sulla libera circolazione delle persone, ribadendo che ogni decisione presa in Svizzera coinvolge direttamente anche la diaspora. Queste le tematiche poste al centro del dibattito politico di una tavola rotonda che ha avuto luogo al termine della seduta.

 

Decisioni del CSE

Una delle due tematiche principali affrontate dal CSE concerne la creazione di una legge sugli Svizzeri all'estero. I delegati hanno accolto la mozione presentata da Martine Brunschwig-Graf (PLR/GE) a favore della creazione di un ufficio unico che coordini le pratiche amministrative riguardanti la «Quinta Svizzera». A tale proposito hanno tuttavia sottolineato che, pur trattandosi di un passo nella direzione giusta, questa non è altro che una semplice risposta settoriale ai problemi riscontrati dalle comunità svizzere all'estero. Solo una legge, infatti, potrebbe garantire una strategia generale della Confederazione che riesca ad affrontare ogni singola questione relativa agli Svizzeri all'estero. Tra queste, ad esempio, vanno citate la promozione della mobilità internazionale, vista in termini d'emigrazione e successivo rimpatrio, e una maggiore attenzione per la ricca rete di conoscenze e informazioni costituita dai 700.000 Svizzeri espatriati. Altrettanto importante è la creazione di un sistema d'informazione mirata, volta a consolidare i legami tra la Svizzera e i nostri connazionali residenti all'estero. Tutti questi provvedimenti, che a questo punto dovrebbero essere coordinati da un solo Dipartimento, contribuirebbero a rafforzare la presenza della Svizzera nel panorama internazionale e permetterebbero di ricorrere, qualora fosse necessario, alla rete costituita dagli Svizzeri espatriati.

Anche la migrazione internazionale e la libera circolazione delle persone sono state al centro del dibattito. I membri del CSE hanno adottato una mozione con 65 voti contrari 3 , la quale chiede ai partiti politici di impegnarsi a favore del mantenimento e dello sviluppo della libera circolazione delle persone. Non si può dimenticare, infatti, che 420.000 dei 700.000 Svizzeri all'estero vivono in un Paese membro dell'UE e che quindi la libera circolazione li riguarda da vicino. Questo tema, non a caso, costituisce uno dei punti centrali del Manifesto elettorale 2011 votato all'unanimità dai membri del CSE durante la sessione primaverile. 

 

Dibattito politico alla tavola rotonda in vista delle elezioni federali 2011

Moderato da Chantal Tauxe, Redattrice capo aggiunta della rivista L’Hebdo, il dibattito politico della tavola rotonda ha coinvolto il Consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI) e i Consiglieri nazionali Roland Büchel (UDC/SG), Doris Fiala (PLR/ZH), Carlo Sommaruga (PS/GE) e Bastien Girod (Verdi/ZH) che si sono espressi sulle tematiche principali della campagna elettorale 2011, così come sullo strapotere del Franco, la questione nucleare e la libera circolazione delle persone. Ogni rappresentante ha difeso la posizione del proprio partito. Ma tutti hanno dimostrato una certa inquietudine per il rincaro del Franco nei confronti dell'Euro. Tra le tematiche riguardanti gli Svizzeri all'estero, il dibattito si è soffermato in modo particolare sull'emanazione di una legge specifica che li riguardi direttamente. A questo proposito, Filippo Lombardi si è schierato apertamente a favore dell'emanazione di una legge sugli Svizzeri all'estero, ricordando oltretutto di aver già presentato un'iniziativa parlamentare durante la sessione estiva e di come questa fosse stata sostenuta da 30 senatori. Una questione politica di tale importanza ha poi acceso il dibattito. È in gioco infatti l'impronta che la Svizzera desidera dare alla sua politica estera nonché la qualità e il contenuto delle relazioni che spera di intrattenere con la sua diaspora.

 

Un dialogo interattivo con la diaspora

Nel 2010, il CSE aveva annunciato il lancio ufficiale di SwissCommunity.org, la piattaforma che collega gli Svizzeri di tutto il mondo. Oggi, la piattaforma conta più di 8300 membri ed è già un successo. Durante la seduta, Giampiero Gianella ha avuto il piacere di annunciare la partecipazione del canton Ticino a Swisscomunity.org.

 


 

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